Castellucci, è il momento del coraggio per la Puglia del futuro

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Attivare subito la cabina di regia come condiviso a dicembre con Emiliano

Non sappiamo come andrà a finire, se il Recovery plan sarà alla base del rilancio del Governo o viceversa sarà materia di uno scontro finale nella maggioranza prima di una nuova coalizione o di una crisi che sfoci in un nuovo appuntamento elettorale. Di certo sembra uno scenario un po’ surreale in un contesto sanitario ed economico del Paese che è e resta drammatico. La prospettiva è quella della perdita di migliaia di posti di lavoro, con licenziamenti che si è potuti congelare ma certo non cancellare. E’ ovvio che oltre alle parole ed ai provvedimenti tampone, occorrono misure economiche, scelte politiche nazionali, regionali e territoriali urgenti ed appropriate, comprese le necessarie proroghe, per l’annualità in corso della Cassa integrazione Covid quanto il blocco dei licenziamenti oltre il mese marzo, vista la situazione emergenziale in corso. Come Cisl Puglia continuiamo a sostenere che è indispensabile attivare con la Regione Puglia una cabina di regia con le parti sociali, come condiviso con il presidente Emiliano il 14 dicembre scorso. Altrettanto urgente è programmare con i prefetti, tra sindacati e associazioni datoriali definire tavoli ad hoc per la gestione delle crisi territorialmente nei prossimi mesi. La Puglia, pur in questo scenario nazionale quanto meno confuso, è esemplare: un Sud che non è sud, un tessuto industriale che pur con tanti problemi comunque ancora tiene, tante possibilità di ripresa, e soprattutto una voglia dei pugliesi di non piangersi addosso e di rilanciare una nuova fase di sviluppo che crei una ricchezza diffusa e, soprattutto, più occupazione. L’occasione fornita dal Next Generation Eu per lo sviluppo dell’intero Paese è straordinaria, irripetibile, unica. Possiamo limitarci a mettere in fila i progetti dimenticati nei cassetti, nella convinzione che basti comunque spendere in qualche modo le risorse disponibili (come purtroppo molto spesso si è fatto in passato) oppure rimboccarci le maniche, assumendoci ognuno le proprie responsabilità, evitando imbarazzanti scaricabarile. Chiediamo alla politica, ai vari livelli, meno litigiosità e più confronto responsabile, dialogo sociale. La politica deve confrontarsi con le parti sociali, tenendo chiaro qual è l’obiettivo è un Paese che, ci piaccia o no, sarà comunque diverso da quello prima della pandemia. Penso per esempio a quanto si può fare per dare una svolta alla situazione del centro siderurgico, all’industria dell’aerospazio, alla Pubblica Amministrazione, al sostegno per un’agricoltura moderna in grado di competere sui mercati mondiali. E’ il momento di avere coraggio, non basta smarcarsi e aspettare che altrove si decida, alla fine quello che sarà la Puglia nei prossimi anni dipende anche, e soprattutto, da tutti noi.

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