PA. Petriccioli (Cisl), bene Ministro Dadone con idonei. Serve norma che preveda sia scorrimento graduatorie che stabilizzazione precari

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“È positivo quanto sta programmando il Ministro Fabiana Dadone, intenzionata, come scrive, a dare importanti risposte per l’entrata in servizio degli idonei nella Pa centrale, nella Sanità e negli Enti Locali. Anche la Cisl Fp ritiene necessario far entrare in servizio quei professionisti prima possibile e, a tal fine, abbiamo l’intenzione di portare le loro istanze anche all’attenzione dei gruppi parlamentari”. Lo scrive, sulla propria pagina Facebook, il Segretario Generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, replicando all’annuncio del Ministro della PA, Fabiana Dadone, di prorogare le graduatorie in scadenza e di procedere con le assunzioni. “Tuttavia – specifica -, se il fine posto dal Ministro è quello di dare una risposta al potenziale svuotamento delle amministrazioni, determinato dalle finestre di ‘quota 100’, attingere alle graduatorie degli idonei non sarà sufficiente. È necessario, infatti, fermare l’emorragia di decine di migliaia di precari che operano già nella PA. La situazione è drammatica: in Campania e in Calabria, già in questi giorni, stiamo assistendo alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Parliamo delle vite di donne e uomini che da anni stanno sopperendo alla mancanza di personale, causata dai ventennali blocchi del turnover. Sarebbe assurdo perdere operatori che sono già perfettamente integrati negli uffici e nelle corsie”.
“È per questo motivo – prosegue il segretario della Cisl Fp – che al Ministro Dadone consiglio di intervenire e di prevedere, nello stesso veicolo normativo, la possibilità di scorrere le graduatorie degli idonei e di agevolare i percorsi di stabilizzazione del personale attualmente in servizio, allargando i criteri previsti dai provvedimenti assunti dall’ex Ministro Madia”.
“Stiamo rischiando non solo di non dare risposte sufficienti ai fabbisogni degli enti, ma di trovarci con un saldo negativo ed una situazione ben peggiore di quella in cui ci troviamo attualmente”, conclude Petriccioli.

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