Imponente manifestazione a Roma di Cgil Cisl Uil. Furlan: “Ora il Governo esca dalla realtà virtuale e si confronti con il sindacato”

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Roma, 9 Febbraio 2019 – “Grazie, grazie di cuore di essere qui a riempire questa piazza che per il popolo del lavoro ha un significato grande. Quello di oggi, lo diciamo con orgoglio, è un momento importante per la storia sindacale del nostro Paese”. Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento dal palco di Piazza San Giovanni nel corso della Manifestazione unitaria #FuturoalLavoro indetta da Cgil, Cisl, Uil per cambiare la linea economica del Governo e  “chiedere interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo, la crescita ed i diritti sociali”. 

“Qui c’e’ l’Italia reale, di chi vive un’esistenza di fatica e onesta’, che con passione e competenza ha fatto crescere e portato avanti il Paese. E’ importante avere ricevuto l’adesione di tante associazioni. Abbiamo molti motivi per stringerci insieme e essere orgogliosi. E ai professionisti della realta’ virtuale, a chi lancia slogan sui social, diciamo uscite dalla finzione, venite qui, guardate queste bandiere, guardate questa piazza. Con una diretta Facebook e tweet pretendono di racchiudere in poche battute la complessità della realtà”. 

“Oggi il governo ha una chance bellissima. Uscire dalla retorica della crescita che non c’è ed entrare nel confronto per la crescita. Con noi lo chiedono tante imprese. Senza crescita non c’e’ futuro per il nostro Paese. Bisogna affrontare i problemi veri del Paese. Se le cose vanno avanti così, non ci crede più nessuno. Cala il pil, cala la produzione industrialeMa come si fa a dire che il 2019 sara’ un anno incredibile?“. E’ critica la Segretaria della Cisl verso il Governo e torna ad invitarlo ad aprire al più presto un confronto con il sindacato.  “Apriamo un confronto vero per rilanciare la crescita. Perche’ senza la crescita non c’e’ lavoro e senza lavoro non c’e’ dignita’. Caro governo, caro presidente – esorta Furlan –  tante persone, centinaia di migliaia sono qui oggi a chiederlo, anche le imprese, e lo facciamo insieme. Le nostre bandiere di colore diverso – ha aggiunto – sono una accanto all’altra, unite a raccontare una vicenda lunga, comune, a ricordare che i sindacati confederali hanno saputo rappresentare una bella storia nel nostro Paese, soprattutto nei momenti piu’ difficili. Abbiamo motivi per stringerci assieme ed essere orgogliosi. Orgogliosi di 12 milioni di lavoratori e lavoratrici e pensionati e pensionate che rappresentiamo. Insieme facciamo ripartire l’Italia. –  rivendica Furlan – Perché si sblocchino le infrastrutturesi investa su crescita formazione e sulla Pubblica Amministrazione, perché si dia dignità al lavoro e al suo popolo, noi oggi siamo qui – sottolinea – Abbiamo già detto queste cose al governo, ahinoi inascoltati” – tiene a ricordare. “80 miliardi di investimenti bloccati, 40 mila posti di lavoro bloccati. Si sblocchino questi investimenti, si dia un futuro al nostro paese – ribadisce -. Si sta mettendo in ginocchio l’Italia, dalla Tav alle tante opere bloccate nel nord e nel sud. L’Italia ha bisogno di infrastrutture. Dopo tanti anni di una crisi tremenda avevamo iniziato a rialzare la testa e ad avere una speranza nel futuro. Oggi invece si parla di recessione tecnica, cala la produzione industriale. Solo lo spread sale abbattendo salari e pensioni, alzando i mutui italiani. Svegliatevi: l’Italia reale ha bisogno di collegamenti. L’Italia deve essere il ponte sul Mediterraneo e verso la nostra Europa”. E a proposito di Europa,  Furlan dice basta “con questo atteggiamento muscolare, con un linguaggio insopportabile. Non può essere continuamente un botta e risposta. Noi vogliamo un’Europa del lavoro e del popolo. Noi vogliamo l’Europa della solidarietà e vogliamo salvare le vite umane” aggiunge toccando il tema dei migranti.  Parla poi di sicurezza sul lavoro: “Non è possibile che lavorare possa significare morire”.

E poi sui pensionati:  “Non sono l’Avaro di Molière, sono quelli che hanno costruito il nostro Paese e hanno diritto a rispetto e dignità”. Basta, prosegue “con i pensionati usati come bancomat del governo e tanti anni di blocco della perequazione” sottolinea ancora la leader della Cisl insistendo sulla necessità di “una vera riforma previdenziale
Quota 100 “è uno strumento in più, ben venga. Ma c’è tutto un mondo che non arriva a 38 anni dicontributi, a partire dalle donne: anche a tutti loro dobbiamo una risposta. Così come non ci sono pensioni di garanzie per i giovani. Perché – domanda Furlan – non hanno accolto la nostra proposta: per le donne riconoscere un anno di contributi per ogni figlio è fondamentale”.

La Segretaria della Cisl parla poi del reddito di cittadinanza, segnalando che si tratta di una misura piu’ a favore dei single che delle famiglie e difende i disoccupati in cerca di lavoro. “Quando uno e’ disoccupato non e’ un lazzarone sul divano, e’ uno in cerca di lavoro. Ma dove ci sono tre offerte di lavoro per ogni disoccupato? Ci sono aree del Paese dove ci sono tre offerte ogni 40 mila disoccupati. Il lavoro non si fa con i navigator ma con gli investimenti. I nostri giovani – conclude Furlan – devono espatriare, andare altrove a portare la loro voglia di cambiare, la loro conoscenza, la loro voglia di futuro, ma noi li vogliamo qua. A mettere su il futuro”.

 

Dal palco anche gli  interventi dei segretari generali di Cgil e Uil Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo.  

Landini comizio“Quella rottura che si era determinata ben prima del 4 marzo tra chi lavorava e la politica oggi ha trovato una piazza per farsi ascoltare e chiede al sindacato di rappresentarli. Non di sostituirsi alla politica ma di rappresentarli proprio per difendere i propri diritti sul terreno del lavoro” . Ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Palco di Piazza San Giovanni. “E’ una domanda molto importante perche’ questa e’ una piazza unitaria. Qui Cgil, Cisl e Uil sono stati capaci di mettere insieme proposte e di essere interlocutori di una parte consistente del paese, noi dobbiamo continuare su questa strada. E’ un segnale molto bello – ha aggiunto – avevamo capito che qualcosa stava succedendo, non a caso siamo passati da piazza del Popolo a piazza San Giovanni. C’e’ tanta gente ma soprattutto c’e’ tanta voglia di esserci quindi di partecipare e di farsi ascoltare”.

 Barbagallo comizio“A Piazza San Giovanni, una folla cosi’ immensa non la si vedeva da molti anni. Il Governo ne tenga conto”. Così il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, soddisfatto per la perfetta riuscita della manifestazione. “Sono cosi’ tanti – ha chiosato Barbagallo – che non siamo riusciti a contarli! C’e’ tanta voglia di partecipare alla rinascita del Paese. Il Governo non sia autoreferenziale, ascolti i lavoratori e cerchi di trovare le soluzioni insieme alle parti sociali. Non siamo contro il Governo, ma chiediamo di essere convocati” 


TEMPO REALE

Lavoratori e pensionati sono arrivati a Roma  con 1.300 pullman, 12 treni straordinari e 2 navi

Ore 9.15  È partito con una mezz’ora di anticipo rispetto alla tabella di marcia il corteo di Cgil, Cisl e Uil. La testa del corteo si e’ mossa da Piazza della Repubblica vista la molta affluenza di partecipanti che affollavano la piazza vicino alla stazione. Il corteo percorre via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto, per arrivare in Piazza San Giovanni in Laterano. Sul palco, prima dei comizi conclusivi, prenderanno la parola sei delegati e delegate per dare voce a tutti i settori e le generazioni del mondo del lavoro: un’infermiera del 118, una pensionata, un rider, un delegato Ilva, una delegata della scuola, un lavoratore edile. Al termine degli interventi prenderanno la parola intorno alle 12.00 i Segretari generali di Cgil Cisl Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. 
“Il governo esca dalla realta’ virtuale e si cali nel mondo reale, del lavoro”.  Ha detto a margine ldella manifestazione la Segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan. “L’unica cosa che cresce – ha spiegato – e’ lo spread e’ evidente che cosi’ le cose stanno andando male. Il governo si fermi e cambi la sua linea economica sblocchi le infrastrutture quelle medie e grandi opere per cui ha bloccato senza alcun motivo miliardi e miliardi e oltre 400 mila posti di lavoro e gli investimenti su Impresa 4.0, sulla ricerca, innovazione e scuola”. I sindacati, prosegue Furlan, propongono “una bella riforma fiscale che renda piu’ pesanti le buste paga dei lavoratori. Siamo un paese dove il 90% dell’erario e sovvenzionato dai lavoratori e pensionati, bisogna guardare a loro”

Tanti gli striscioni e gli slogan che accompagnano il corteo della manifestazione. ‘Meno stati sui social, più stato sociale” è uno dei tanti che campeggia. “Giù le mani dalle nostre pensioni”, “Subito una legge per la non autosufficienza”, “Non siamo il vostro bancomat”, “C’è solo una razza quella umana”, recitano altri cartelli. A sventolare sono anche le tante bandiere dei sindacati confederali e delle diverse categorie, accompagnate dai palloncini rossi della Cgil, verdi della Cisl e blu della Uil. Non mancano la musica e i cori, come “E’ ora di cambiare”. Al fianco dei sindacati anche gli industriali: “perchè siamo tutti insieme,  – spiegano – siamo tutti preoccupati allo stesso modo”.”Investiamo nel gas naturale italiano, meno inquinamento, meno spesa, più lavoro. Sì al gas naturale italiano” i loro slogan. “Se non c’è crescita non c’è lavoro, e se soffrono i lavoratori soffrono anche le imprese. Siamo insieme, siamo tutti preoccupati”. E’ una manifestazione colorata, partecipata e democratica, sottolineano gli stessi organizzatori.

Ore 11.15. Il corteo e’ arrivato a piazza San Giovanni dove, a breve, prenderanno la parola i sei delegati e delegate. 

“Servono prestazioni uniformi in tutte le Regioni, è necessario definire percorsi di interventi compartecipati per rilanciare il SSN che deve essere dotato di risorse adeguate a garatire il diritto di tutela della slaute a tutti icittadini. Serveno prestazioni uniformi su tutto il territorio naizonale secondo quei principi di unversalità ed  eguaglianza che costituisco il presupposto per assicurare la coesione sociale del paese”. E’ quanto ha detto nel suo il suo intervento la delegata Cgil  infermiera del 118. “Rimangono ancora disattese inderogabili necessità per la tutela del sistema sanitario nazionale in particolare mi riferisco a quelle che riguardano i personale. Servono risorse per il rinnovo dei contratti, anche quelli scaduti, per finanziare assunzioni, per investire in innovazione e formazione e per fare tutto questo è necessario che il Governo si apra a trattative”.

E’ la volta poi dell’insegnante della Cisl Scuola. “Senza scuola università e ricerca non esiste crescita per un Paese. Ci aspettavamo un segnale come quello del rinnovo del contratto con adeguamento alle retribuzione europee. Chiediamo un investimento nel mondo dell’istruzione. La scuola non può continuare a rimanere il settore più penalizzato della Pubblica amministrazione. Vogliamo un cambiamento che sia un investimento nel mondo dell’istruzione perché senza la scuola non esiste il futuro”. 

Segue poi l’intervento del’edile RSU Uil “Tante case dove viviamo sono costruite anche con il sudore di lavoratori stranieri. Non si può parlare di un paese democratico se non esiste una politica contro l’esclusione sociale, una politica che non ha un piano di immigrazione né un piano per incrementare i lavori fondamenti per la crescita. Non sarà un reddito di cittadinanza per chi lo ottiene a contrastare la povertà. Occorre pensare a migliore la cassa integrazione per garantire un percorso che possa integrare chi perde il posto di lavorare. Io voglio lavorare e voglio continuare a lavorare fino alla pensione. Voglio che i miei contratti non vengo mangiate da tasse e trattenute, voglio che l’Inps mia dia la pensione di lavoro. Non tutti i lavoro sono uguali a 67 anni la gente non può stare in cantiere a fare il lavoro che faccio io tutti i giorni. Non basta la quota 100, bisogna considerare seriamente quelli che sono i lavori gravosi e tenere una mano a quelli come me che lavorano nei cantiere, in agricoltura, mercati, sulle strade, in situazione di pericolo, di infortuni. 

“Questa è la vera piazza del cambiamento, una piazza meravigliosa fatta di studenti, lavoratori, precari coloro che hanno pagato la crisi in questi anni, coloro con i quali il sindacato ha portto avanti vertenze importanti”. A dirlo il rappresentnate della Rsu Fiom Cgil dell’Arcelor Mittal ex Ilva di Taranto. “Con il sindacato abbiamo affrontato la questione dell’Ilva, della siderurgia, del paese produttivo, che produce nel Mezzogiorno, dove devono essere fatti investimenti anche sul piano ambientale. Riteniamo fondamentale che oggi  questa manifestazione faccia parlare anche di quell’esperienza:  Mittal ha dovuto accettare le condizioni che i lavoratori ed il sindacato ponevano, senza far entrare le condizioni del jobs act.  Un dato importante, soprattutto, che non ci sono stati licenziamenti: è stata introdotta la salvaguardia occupazionale per tutti i lavoratori. Con l’Ilva abbiamo dimostrato che il sindacato porta le battagliae aldilà dei governi e vince.

L’attenzione poi alla pensionata della Fnp CIsl di Rovigo “Aggressività e cattiveria nelle relazioni portano a chiusure nei confronti dell’altro. Non è un bene e la storia lo conferma. Le false illusioni sulla crescita sono smentite dai dati di questi giorni. Siamo in una fase di recessione. Se l’Italia non cresce aumenta la povertà, le tasse, di conseguenza aumentano i disagi familiari, l’incertezza del paese. Noi pensionati siamo stati dipinti come degli egoisti interessati solo al valore della propria pensione. Non è vero! Siamo quelli che suppliscono alle carenze dello stato e delle istituzioni locali. Collettivamente siamo quelli che partecipano al grande mondo del volontariato sociale. Il Paese che vogliamo ha al centro il futuro dei giovani che sono i nostri figli, nipoti e ai quali toppo spesso viene negato il diritto a un futuro dignitoso così da farli emigrare. Non ci interessa la forma di rivalutazione prevista dall’attuale legge finanziaria, ci penalizza ancora una volta. Per fare cassa ricorrete ad altri, a chi a pensioni d’oro. Siamo stanchi di esser il bancomat cui i governi attingono quando hanno bisogno. Non ci interessa la forma di rivalutazione prevista dall’attuale finanziaria. Come fa il presidente del consiglio a dire che neppure l’Avaro di Moliere si accorgerebbe di quanto ci viene tolto? Non va bene, sarebbe opportuno che il ci facesse le scuse. Vogliamo anche al riforma dell’Irpef: paghiamo troppe tasse. Per affrontare tutti questi temi rivendichiamo il ruolo del sindacato come interlocutore con il governo. Si dia inizio ad una trattativa serrata per modificare le storture di questa legge finanziaria.”

“Grazie per l’opportunità di far sentire la nostra voce in una manifestazione così importante per rivendicare diritti che noi riders non abbiamo”. Così il delegato dlla Uil Trasporti, rappresentenze dei riders. “Il lavoro che svolgiamo ogni giorno non deve restare senza tutele! Per le imprese che guattiscono piattaforme siamo solo bancomat che genera profitti . Voglio che tutti i miei colleghi riders ogni giorno tornino a casa interi, sani e vivi., Noi non ci stiamo più: vogliamo delle vere tutele perché lavoriamo per vivere e non sopravvivere per lavorare. Dopo i molti incidenti i media si sono interessati alla nostra situazione ma poi quando non abbiamo più fatto tanta notizia siamo stati accantonati. Io vero interessamento lo abbiamo ricevuto solo dalle organizzazioni sindacali che si sono impegnate per risolvere i nostri problemi e hanno ottenuto che il nostro lavoro sia disciplinato dal contratto del lavoro trasporti merci e logistica . Ora chiediamo al Governo di andare avanti perché ci aveva promesso di essere inquadrati come subordinati e non lavoratori autonomi”.

 Ore 12. 30 Dopo questa ampia panoramica sul mondo del lavoro iniziano i comizi dei Segretari generali di Cgil Cisl Uil. Il primo ad intervenire Maurizio Landini.

  La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl e Uil  a sostegno della Piattaforma unitaria e per chiedere al Governo di aprire un confronto serio e di merito sulle scelte da prendere per il Paese con “interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, per lo sviluppo, la crescita ed i diritti sociali”. Migliaia i manifestanti che hanno sfilato in corteo nelle vie della capitale per raggiungere Piazza San Giovanni: 1.300 i pullman giunti a Roma nelle prime ore del mattino, 12 treni straordinari e 2 navi per portare a Roma lavoratori e pensionati.

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